La cucina a basso indice glicemico

Le guide di Natura e Salute

Informazioni

  • Autori: Giuseppe Capano, Barbara Asprea
  • Prezzo al pubblico: € 9,90
  • Editore: Tecniche Nuove
  • Data pubblicazione: Giugno 2011
  • Pagine: 126
  • Formato: 14.2 x 21 cm
  • Rilegatura: Brossura
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Cosa significa seguire un'alimentazione a basso indice glicemico

Principalmente significa scegliere e combinare i cibi di tutti i giorni in modo da ridurre o rendere e più modesto l'impatto sulla glicemia sanguigna.

L'evitare bruschi rialzi glicemici, oltre a comportare un evidente beneficio per chi soffre di glicemia alta o e diabetico, è infatti un ottimo modo per mantenere un peso corretto e (se necessario) per dimagrire più facilmente.

Perché stare attenti alla glicemia

Dopo aver mangiato alimenti contenenti carboidrati, la nostra glicemia sanguigna sale. Ciò accade perché grazie alla digestione i carboidrati vengono trasformati in glucosio (zucchero puro), che è il principale carburante per il nostro organismo.

Il glucosio, grazie all'ormone insulina verrà poi dirottato dal sangue nelle cellule, dove servirà per produrre energia. Ma se abitualmente mangiamo cibi che stimolano notevolmente la glicemia (ossia ad alto IG), la molta insulina messa in circolo facilita la formazioni di depositi adiposi.

In altre parole, ingrassiamo. Di conseguenza, seguire uno stile alimentare che eviti bruschi sali e scendi glicemici si sta rivelando come il modo migliore per rimanere o tornare in forma. Il tutto senza modificare le quantità ma la qualità di ciò che si mangia.

Glicemia e buona cucina

Ma è anche vero che l'importanza della glicemia, le tesi e gli studi moderni portati avanti su questa componente essenziale per la nostra vita mettono in difficoltà il cuoco e i tanti amanti della buona cucina di impronta Italiana, quella dove i primi piatti, il grano, le farine sono protagonisti assoluti e ingredienti determinanti per il suo successo.

In questo senso si tratta di fare uno sforzo obbligato per cambiare la prospettiva di utilizzo di alcune materie prime, la tecnica e il metodo di lavorazione, l'abbinamento opportuno per mantenere un equilibrio complessivo tra le varie componenti nutrizionali.

È uno sforzo inapplicabile mantenendo intatta la bontà di questa cucina?
No, la fortuna della cucina Italiana è quella di essere infinitamente ricca di soluzioni già pronte o semplicemente da adattare con piccoli cambiamenti, certo a qualcosa di caro toccherà rinunciare, ma le alternative non mancheranno di soddisfare pienamente tutti i nostri sensi.

Se già pensate di dire addio a gnocchi, lasagne o pasta avrete modo di ricredervi, non è la preparazione a dover sparire si devono semplicemente cambiare ingredienti e combinazioni, ritrovare in qualche modo il gusto perduto di chi un tempo utilizzava per necessità quelle farine, quei grani, quegli alimenti grezzi e integrali e imprudentemente invidiava chi consumava il prodotto raffinato, bianco, candido e stupidamente impoverito del meglio che la natura gli aveva regalato.

Si tratta di dare un valore diverso all'atto di cucinare e consumare, cucinare capendo che il tempo non è sprecato ma serve a migliorare di molto lo stile di vita complessivo e che consumare un cibo significa masticarlo a lungo, assaporare con lentezza gli aromi, sentire il più a lungo possibile i profumi, non ingurgitare il più rapidamente possibile e senza sforzo qualsiasi cosa sia gradita al palato.

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